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domenica, 29 gennaio 2006 categoria:letteratura per ragazzi Mio figlio incontrerà questa scrittrice alla fine di Aprile a scuola, quest'anno. E per quell'incontro dovrà aver letto almeno tre dei suoi libri E poiché tutto quello che legge mio figlio, finisco sempre per leggerlo prima io, non mi sono smentita nemmeno stavolta. Ho preso prima il libro Pasta di Drago. E l'ho divorato in un giorno. Poi ieri mi sono dedicata in maniera forse meno forsennata a La Memoria dell'Acqua, che mi ha restituito un sorriso e un profondo buonumore durato tutto il giorno. Niente bacchette magiche, pozioni o incantesimi nei libri di Silvana Gandolfi. Ma questo non significa che i suoi romanzi non siano pieni, intrisi di magia. La "magia" che la Gandolfi racconta è il mistero che lega popoli sconosciuti e dimenticati attraverso la cultura, le usanze alle loro tradizioni e leggende. In Pasta di Drago Andrew è un uomo maturo e depresso, succube di una moglie arcigna e oppressiva, che cerca un proprio spazio e una propria identificazione attraverso strani corsi per corrispondenza. Trovandosi in viaggio per lavoro in Nepal, una sera incontra un vecchio guru per le strade di Kathmandu che gli affida un preziosissimo unguento, pregandolo di consegnarlo alla nipote, che nient'altro è se non la Kumari, la Bambina Dea, la persona più innavicinabile, inguardabile e irraggiungibile di tutto il Nepal. Andrew non andrà in cerca della Kumari ma mangerà lui lo strano unguento. E al ritorno si ritroverà inspiegabilmente ringiovanito e rinvigorito nelle forse e nello spirito. Fino a quando non si renderà conto che questo processo di regressione nell'età fisica è irreversibile e dovrà ritornare in Nepal per ritrovare l'anziano guru e ottenere da lui un antidoto che gli impedisca di scomparire dalla terra tornando a essere un embrione umano. Sarà in quest'occasione che incontrerà la Kumari e che con lei si avventurerà nel cuore del Nepal e vivrà ogni sorta di avventura per raggiungere il lago dal quale il nonno della Kumari aveva raccolto la Pasta di Drago che mantiene sempre giovani. Ne La Memoria dell'Acqua, il protagonista invece è Nando, un ragazzino di 11 anni con un difetto corporeo che da sempre lo affligge: ha sei dita ai piedi. E di questo si vergogna al punto da chiudersi in se stesso e non uscir di casa. Fino a quando dal lontano Messico viene a far visita alla famiglia uno strano zio acquisito, Pepe, un discendente della stirpe dei Maya che lo invita a soggiornare con lui in Messico. Insieme a Zio Pepe, Nando scoprirà una piramide Maya nascosta nella giungla nella quale scenderà alla scoperta di tesori nascosti e scoprirà che le sue sei dita dei piedi sono la chiave per aprire un passaggio segreto all'interno della piramide. Ma il passaggio segreto che si aprirà a Nando sarà quello della caverna dove scorre una sorgente che non è stata mai inquinata dalla vita umana e che per questo motivo è stata in grado di conservare la forza di ricordare. Dalla memoria dell'acqua, Nando farà la conoscenza con le ombre dei Bambini Blu, i Bambini Antenati, tutti con sei dita alle mani e ai piedi che venivano sacrificati consegnandoli appunto alla memoria dell'acqua. E conoscerà anche il Popolo della Nebbia, una tribù di diretti discendenti dei Maya non estinti, con usi, costumi e strani rituali. "La mia vita non è una linea retta: ho cominciato a dedicarmi ai libri per bambini tardi, dopo aver vagato seguendo altri sentieri: psicoanalisi, buddismo, viaggi. Di tanto in tanto sfornavo novelle per adulti, racconti radiofonici e brevi sceneggiature. Fino a ora ho scritto sempre in prima persona, identificandomi con i protagonisti, abitatori di un infanzia introversa e fantasiosa, non sempre felice. Vivo in un piccolissimo appartamento del centro storico di Roma: angolo cottura, niente gatti e libri chiusi in scatoloni per mancanza di spazio. Qui scrivo e conduco una vita tranquilla e isolata. Ma poi qualcosa scatta all'improvviso dentro di me: è l'istinto della fuga. E' anche la nostalgia dei miti romantici di Conrad, di Stevenson. Così devo partire, da sola, per uno dei miei lunghi vagabondaggi, spinta dal bisogno di inseguire la grande avventura, l'estremo limite. Ciò che trovo a conclusione di questi viaggi mi serve per ricominciare a scrivere. Silvana Gandolfi" si legge come prefazione a Pasta di Drago, scritto a firma dell'autrice. E per me è stato come entrare nella mia anima stessa. Il bisogno di isolamento, la fuga istintiva e improvvisa... continuerò a leggere i suoi libri. Forse riuscirò a capire anche me stessa, attraverso di lei. scritto da Ipanema
mercoledì, 06 luglio 2005 categoria:letteratura per ragazzi Si vabbe, un libro per bambini, ecchepalle.. * No, guarda, parla di un ragazzino difficle, una bambina, e un gufo - ma dai, magari lo leggi tu che hai passato 20 anni con i bambini..ma io * beh, perdi qualcosa, è ben scritto, molto fluido e indirettamente parla del bambino che sopravvive in noi. e puoi sempre regalarlo, ad un bambino o a un adulto. Io ne cerchero' altri, di questa scrittrice. Toh, ti metto pure il link a una sua intervista Link il libro: Torey L. Hayden. La cosa veramente peggiore. Corbaccio. 2003. euro 9.50 Torey L. Hayden domenica, 26 giugno 2005 categoria:letteratura per ragazzi
scritto da Ipanema
categoria:letteratura per ragazzi
Tutti i bambini prima o poi si sentono piccoli come Pollicino o come Gulliver nel paese dei giganti. Ma prima o poi crescono e si sentono a loro agio fra le cose che un tempo apparivano grandi. E se non accade? Il bambino protagonista di questa storia si accorge che non cresce e che la sua statura rimarrà per sempre quella di un bambino. Eppure non si dispera perché scopre, per caso, che esiste un mondo pronto ad accoglierlo, dove può vivere avventure che gli altri non possono nemmeno immaginare... La sezione Kids della Feltrinelli da anni propone delle letture deliziose e intense per bambini ..e non. Questa piccola e semplice trama è ideata da Donatella Ziliotto, triestina ma residente da anni a Milano, nota nel mondo dell'editoria e della traduzione e apprezzata autrice di bellissime storie per bambini, oltre ad esser stata la prima nel proporre in Italia l'innovativa e raffinata narrativa nordica per ragazzi. Io, nano l'ho colto per caso tra gli scaffali della Feltrinelli dove amo passare parte del mio tempo. Non solo nel reparto "libri per ragazzi" ma anche in "narrativa". Mi sono chiesta il perché di quelle due collocazioni e allora ho dato più da vicino uno sguardo al piccolo volume. Un assaggio: "Perché qui si è felici?" scritto da 319
categoria:letteratura per ragazzi
Eric-Emmanuel Schmitt “Ecco, Dio, questa è stata la mia giornata. Capisco che l’adolescenza venga definita l’età ingrata. E’ dura. Ma alla fine, a vent’anni suonati, le cose si aggiustano. Allora ti rivolgo la mia richiesta del giorno: vorrei che Peggy e io ci sposassimo.” Il piccolo principe di Saint Exupéry è un bambino venuto da un altro mondo per insegnarci che cos’è la vita; l’Oscar di Eric-Emmanuel Schmitt è un bambino che sta per andare all’altro mondo e ci insegna che cos’è la morte. Ma non è un libro triste, “Oscar e la dama in rosa”, anzi piacevole e rasserenante, oltre che coraggioso. L’autore, quarantacinquenne lionese di fama internazionale, soprattutto dopo la versione cinematografica del suo “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, interpretato da Omar Sharif, ha in comune con Saint-Exupéry una poetica sintonia con il mondo dell’infanzia, microcosmo in cui si agitano, allo stato molecolare, tutti i sentimenti, i desideri e le paure che rendono tanto complicata la società degli adulti. di Daniela Pizzagalli Oscar e la dama in rosa di Eric-Emmanuel Schmitt scritto da alp
sabato, 25 giugno 2005 categoria:letteratura italiana, letteratura per ragazzi
Ho sentito parlare di questo libro dal suo stesso autore, sul forum della Writers Magazine Italia già qualche tempo fa. Il titolo mi aveva incuriosito e ho deciso di ordinarlo. Il mio libraio di fiducia ci ha messo un mesetto per farmelo avere, ma alla fine c'è riuscito. Ebbene, dal giorno in cui ne sono entrata in possesso, io e mio figlio ce lo siamo litigato. Devo essere onesta, la cosa mi ha fatto un gran piacere. E' uno di quei libri che piacciono, per argomento e per ambientazione storica, a mio figlio ma appena letto l'incipit, ne sono rimasta catturata anche io. E poi, vederlo ignorare letteralmente un nuovo gioco del Game Boy appena regalato al fratello - in altre occasioni se lo sarebbero litigato a morte! - e invece restare incollato alle pagine del libro, immerso nella lettura e assolutamente insensibile a qualsiasi sollecitazione, è stata una grandissima felicità. Ho approfittato di due giorni di scuola intensi, e impegnati da un punto di vista sportivo, per "rubarglielo" e leggerlo in fretta. E' stata una lettura piacevolissima e a tratti appassionante. Non è solo la storia avventurosa di un ragazzino di tredici anni che si trova a salvare la vita ad un uomo potente e a ottenere così, come premio per questo gesto, la realizzazione di un suo sogno segreto. E' una parabola sulla lettura, sui misteri del desiderio intrinseco in alcuni di scoprire cosa è scritto, e l'appropriarsi del significato delle parole, dei segni, della scrittura stessa. E' anche una tenerissima e delicata storia di amicizia e forse di amore, comunque di solidarietà e sostegno. E' la storia dolce e anche un po' amara, ma a lieto fine, del passaggio dall'età infantile all'età adulta con tutte le difficoltà e le peripezie che bisogna attraversare per approdarvi. Chiedo scusa, se mi permetto di recensire un libro per ragazzi. Essendo mamma attenta anche alle letture per i miei figli, ogni cosa che leggono loro, la leggo anche io. Un po' per invogliarli, un po' per sincerarmi che ciò che leggono sia comprensibile e nel caso spiegabile in qualche modo. Questo libro è molto carino, perché non solo per ragazzi. Piacevole favola sulla scrittura e sulla lettura. Per tutte le età. Un buon consiglio per tutti. Insomma, da una fan sfegatata di Geronimo Stilton, un libro che non parla di topi, ma di un piccolo scriba sumero. scritto da Ipanema
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