Andy Riley
Il libro dei coniglietti suicidi
“Piccoli soffici coniglietti che vogliono semplicemente farla finita”
Biblioteca Umoristica Mondadori, ill., € 10
Sarà perché ho un coniglietto nano in casa e che perciò quelle orecchie in copertina, scrutate in libreria, mi hanno subito divertito... ma questo libretto una segnalazione davvero la merita.
Un esilarante quanto comico e originale concentrato fumettistico di humor nero da regalare e da regalarsi, 84 pagine a fumetti, più di 80 vignette in bianco e nero di coniglietti piccoli, morbidi e teneri che si inventano i suicidi più bizzarri, assurdi e divertenti che si possano immaginare.
Il coniglietto suicida ha sprezzo del pericolo, e prende il sole mentre gli altri animali salgono sull'arca di Noè, o accoglie gli extraterrestri con un calcio ...lì. Ha grandi capacità mimetiche, e si confonde fra i militari dello sbarco in Normandia, o fra gli alieni di Space Invaders. Ha pazienza, e aspetta sotto una stalattite che prima o poi si staccherà, o sotto una lente di ingrandimento colpita dal sole. Ha ingegno da vendere, il coniglietto, come quando si fa centrare in pieno da una palla da bowling. Creativi e determinati come Wile E. Coyote, ma più imperturbabili e sicuri di sé, i coniglietti affrontano il suicidio con un'espressione impassibile e sempre uguale che esalta la comicità surreale di ogni pagina di questo libretto tradotto in tutto il mondo.
La serie, pubblicata settimanalmente sull'Observer Magazine, nacque per scherzo quando il sig. Andy Riley, sceneggiatore televisivo, durante un pranzo di lavoro disegnò delle orecchie da coniglio che spuntavano da un tostapane. Da quel giorno storie politicamente scorrette di buffi coniglietti imperversano sul settimanale inglese con strisce e vignette mute lette da tutto il Paese, in cui possiamo assistere alla loro spontanea dipartita. Surreali, ingegnose, le storie raccolte in questo volume ci fanno sorridere su un argomento un po' triste ma anche un po' comicamente improbabile. Qualche critico ha trovato un che di zen in questo libricino spassoso, messo in risalto dall’inevitabile paragone tra la divertente follia suicida dei coniglietti e la tristemente reale vocazione del genere umano all’auto distruzione. Per me non ha tutti i torti.
I soavi e spietati coniglietti suicidi del trentacinquenne inglese Andy Riley, ha scritto la stampa, fanno piazza pulita di tutta la retorica dolciastra dei cartoon disneyani, e derivano semmai dal buffo catastrofismo dei personaggi della Warner, i Looney Tunes, anche loro sempre in bilico sugli
strapiombi e sempre polverizzati dalla dinamite. Spesso sono i disegni e non le parole, dicono, a raccontare le storie più belle e a trafiggere la contemporaneità. Il miglior romanzo su Auschwitz si dice che sia a fumetti: Maus di Art Spiegelman. Il miglior reportage da Gaza e dalla Cisgiordania, ancora a fumetti: Palestina di Joe Sacco. E a fumetti si esprimeva uno dei più profondi conoscitori e osservatori della sensibilità degli esseri umani: Schultz coi suoi indimenticabili Peanuts.
Un gioiellino di umorismo gaiamente surreale e politicamente scorretto, dunque, questi coniglietti. Con molta fantasia ed un buon tratto grafico, Riley vi farà passare un quarto d'ora esilarante a metà strada tra il gusto per il noir e il senso dell'illogico. Una risata ci seppellirà, scrisse qualcuno, e una risata esorcizza in fondo questo mondo truculento.
Peccato che le pagine siano così poche.. ma pare che sia in cantiere a ritmi frenetici già la pubblicazione italiana del suo attesissimo seguito.
A lato un assaggio in tema di video e dvd (cliccarci su per ingrandirlo)...