Sezione libri che ho letto
del
Il Parnaso Ambulante
In questa sezione vengono conservate tutte le recensioni dei libri che ho letto, nel loro formato integrale, che sono già state pubblicate nella pagina Home da chi ha richiesto, ricevuto, accettato ed utilizzato l'invito a scrivere sul multiblog Il Parnaso Ambulante.
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mercoledì, 01 novembre 2006
categoria:letteratura italiana
Donne in noir
Simonetta Santamaria
Casa Editrice: Il Foglio
Anno Edizione: 2005
Codice ISBN: 8876060405
Pagine: 100
Prezzo: 10€
Genere: Raccolta
TRAMA:
Undici donne: determinate, passionali, diaboliche, perfide, imprevedibili. Più semplicemente: assassine. Sono le protagoniste di Donne in Noir, un libro tutto al femminile e rigorosamente italiano. Un pugno di racconti che spaziano da un'atmosfera irreale alla rassicurante, ma solo in apparenza, ambientazione quotidiana. Coinvolgente e raggelante; ogni storia prende per mano il lettore accompagnandolo in un tunnel di oscura follia a cui nessuno è del tutto estraneo: la sorda inquietudine che attanaglia, pagina dopo pagina, non è altro che il lento risveglio di una dimensione che vive nascosta da qualche parte, dentro ognuno di noi. da: http://www.latelanera.com/editoria/recensioni/recensione.asp?id=8876060405
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L'ho detto più volte, non amo l'horror o il noir. Eppure ho letto il libro di Simonetta Santamaria, e l'ho letto d'un fiato. Prima ero mossa dalla curiosità. Una donna che scrive noir? Chissà perché, chissà cosa la spinge, la muove in quella direzione. E avendola incontrata un attimo, a Bologna al Delos Day due anni fa, simpatica e discreta, solare e gentile, tutto avrei pensato dal suo aspetto, tranne che fosse specializzata in letteratura da brivido. E invece... Ma il suo libro e i suoi racconti mi hanno sconvolta e coinvolta per qualcosa che ha a che fare molto con la sua persona. Il suo modo di scrivere è semplice, asciutto e... naturale. Discreto ma solare. Così come è lei di persona. Schietta e naturale, asciutta e diretta. E' vero quanto scrivono altri lettori e critici sul suo stile, il lettore viene accompagnato per mano dentro le sue storie, e le donne che vi sono descritte sono reali, le vedi, senti davvero le voci nella tua testa. E' la normalità, la naturalezza dei loro gesti, dei loro comportamenti che ti soprende, ti coinvolge e alla fine di lascia un'ossessiva inquietudine addosso. Una prosa che convince e che perdura, come dovrebbe, in effetti, una scrittura efficace. Ho amato alcune storie piuttosto che altre, ma tutte hanno lasciato un segno dentro di me. E che non è solo il puro disagio di un testo vincente, ma è anche il messaggio, nascosto sapientemente tra le righe dall'autrice, della sofferenza e dell'emarginazione a cui hanno accesso molte, troppe donne di oggi e del passato.
Non amo il noir. L'ho detto più volte. Ma Simonetta Santamaria sa renderlo significativo, non banale, non fine a se stesso. Sa introdurre e mostrare il dolore, la rabbia e l'ironica forza distruttiva di un femminile all'eccesso. Una scrittrice che continuerò a seguire, perché merita.
scritto da Ipanema
categoria:letteratura straniera

IT
Stephen King
Editore Paperback
Data Pub. 2002
Genere letteratura straniera
Collana Super bestsellers
Traduttore Dobner T.
Pag. 1238
IT è un romanzo horror scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986. È uno dei più lunghi che abbia scritto, con oltre mille pagine. Considerato uno dei più viscerali e sanguinosi di King, It tratta i temi che in seguito diventeranno il simbolo dell'autore: la forza della memoria, traumi infantili e la violenza nascosta dietro la felicità, l'apparenza di una piccola cittadina.
Il romanzo è la storia di sette amici provenienti dall'immaginaria città di Derry, ed è raccontata alternando due diversi periodi di tempo
(Wikipedia)
Alla fine l'ho letto. Tanto ne avevo sentito parlare, tanto ne avevo sentito tessere lodi sperticate che forse mi si era venuta formando una grande diffidenza, un profondo pregiudizio: in genere ciò che tutti trovano bellissimo, un capolavoro, a me non solletica neppure un pochino. A rincarare la dose, la mia totale e assoluta indifferenza (quando non sottile avversione) per l'horror e il noir. Ma ho vinto quella diffidenza e ho iniziato a leggerlo quest'estate. Mi ci è voluto un pochino per entrare nella narrazione, quel tanto da esserne risucchiata e comunque mai completamente poiché ogni tanto risalivo in superficie per respirare e rielaborare certi passaggi, certe metafore. Ma si può dire che sia stata l'unica lettura che veramente mi abbia colpito quest'estate, che mi abbia lasciato un bel retrogusto di soddisfazione letteraria. Perché l'ho adorato.
Mi ha colpito la scrittura complessa e abbondante - un termine che mentre leggevo mi veniva alla mente era "scrittura cremosa" - piena di descrizioni puntigliose e di metafore, di esempi di evocazioni. Mi ha sorpreso la cura nel descrivere e nel caratterizzare i personaggi e le situazioni di normale quotidianità. Ho adorato i bambini che giocano nelle fogne a cielo aperto e mi sono appassionata alle vecchie storie della vecchia Derry, la città dove il romanzo è ambientato, una su tutte: l'incendio al Punto Nero, vero e proprio culmine della storia. Mi hanno entusiasmato meno le descrizioni orrorifiche degli incontri con IT e le scene truculente di varie maciullazioni. In ogni caso, è un gran libro e Stephen King scrive in maniera eccelsa. Leggerlo poi nella lingua madre è ancor più coinvolgente.
Di certo leggerò altro di King - avevo già letto On Writing, ma non è la stessa cosa - cercando di trovare nell'immane elenco di libri scritti, qualcosa di più "umano" e meno horror. Ma da questo libro in avanti, annovererò S. King tra i miei scrittori preferiti per stile e capacità descrittiva.
scritto da Ipanema
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