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mercoledì, 22 marzo 2006


categoria:letteratura italiana
 

L’idea di scrivere questo romanzo ci è venuta leggendo un’inchiesta di El Pais, uno dei più importanti quotidiani spagnoli, che nel 2005 ha dedicato alcune pagine a "La Generación de los Mil Euros": «Quelli che vivono con 1.000 euro al mese». Una generazione che esiste anche in Italia.

Ma non basta: per far arrivare questo libro nelle mani di questa generazione bisogna regalarlo. Ecco il perché di questo sito, che offre gratuitamente il romanzo a tutti coloro che lo vogliono leggere, a video o stampandolo.






Generazione 1000 euro

 

 

 

 

GENERAZIONE 1.000 EURO è il primo "reality book" che accende i riflettori su una "Meglio Gioventù" troppo spesso trascurata, banalizzata e sottovalutata.

GENERAZIONE 1.000 EURO è la storia di Claudio, un ragazzo emiliano di 27 anni, laureato, che vive e lavora a Milano come junior account nel marketing di una multinazionale. Condivide un appartamento in affitto con alcuni coetanei in zona periferica; il suo impiego lo soddisfa, ma la sua posizione (in co.co.pro. a 1.028 euro netti al mese senza tredicesima) non gli concede nessun beneficio e nessuna garanzia. Non per questo, però, Claudio rinuncia a godersi il bello della vita: non considera, infatti, la sua condizione di precario come un limite, bensì come uno stimolo a reagire e a trovare ogni giorno nuove prospettive.

Ma GENERAZIONE 1.000 EURO è anche la storia di tutte le persone come Claudio, che oggi costituiscono una vera e propria generazione: quella dei "Milleuristi" (o "G1000"). Persone che, pur con 1.000 euro al mese - rimboccandosi le maniche -, continuano a sperare in un futuro migliore e meno incerto.

scritto da redazioneparnaso | 09:45 | commenti

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domenica, 05 marzo 2006


categoria:letteratura straniera
 
Amado Jorge
La bottega dei miracoli

Gli Elefanti Narrativa

€ 8.50 (Lire 16458)
ISBN 881166871-9

 Pedro Archanjo, gran casanova, scrittore e poeta, eterno e scalpitante adolescente, irresistibile conversatore, litigioso capopopolo, cuore tenero e leale, povero diavolo ma gran signore, vecchio saggio, indovino e stregone, stramazza e muore su un fangoso marciapiede del suo miserabile quartiere di Bahia. Al funerale accorre una folla innumerevole e composita. La città inconsolabile si ferma al passaggio di un corteo di professori e vagabondi, puttane e bottegai: lì, dietro al feretro, stanno i compagni (e le compagne) di vita di Pedro Archanjo. Saranno loro ad affollare le pagine di questo libro in cui si racconta dell’esistenza del più straordinario figlio di Bahia.
Sulla linea dei romanzi solari di Jorge Amado, questo libro è l’ideale continuazione di Dona Flor e i suoi due mariti. Condotta su un ritmo galoppante, da samba frenetica e nostalgica, la storia procede in un vortice sempre più veloce, in un capogiro di accadimenti ilari e struggenti.  (quarta di copertina)

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Pedro Arcanjo è un figlio di Bahia. Mulatto figlio di un muratore reclutato a forza e morto nelle paludi del Paraguay, orfano di madre viene cresciuto, allevato dal Pelourinho, quartiere popolare e popoloso di Bahia,  e protetto dai santi del Candomblé. Casanova, scrittore e poeta, capopopolo, indovino ma soprattutto uomo del popolo, del suo popolo. Amato dalla gente di Bahia sale alla ribalta e ne viene esaltata la grande intelligenza e ingegno solo dopo molti anni dalla sua morte, avvenuta nelle strade della città e celebrata con tutti gli onori da tutta la gente del Pelourinho, quando un Premio Nobel americano in visita in Brasile per una serie di conferenze, accenna ai libri di Arcanjo e li definisce come "usciti da una delle menti più eccelse e geniali del suo tempo" Il libro infatti si apre su quella conferenza che porterà tutti gli intellettuali e gli scienziati brasiliani a una frenetica ricerca di informazioni su questo genio sconosciuto e dimenticato.

Chi racconta è Fausto Pena, poeta fallito che ottiene dal Premio Nobel americano l'incarico di raccogliere storie sulla vita di Pedro Arcanjo intervistando le poche persone ancora in vita che lo hanno conosciuto realmente e da vicino. Ed ecco aprirsi così un mondo di profumi, colori, magia e superstizione, lotta per l'uguaglianza dei diritti delle persone di colore in una Bahia di inizio '900 dove le teorie razziali della lontana Germania nazista sembrano aver invece attecchito con forza, poiché suffragate da tesi pseudo-scientifiche elaborate da alcuni professori e scienziati brasiliani della Facoltà di Medicina di Bahia.

Lieve e struggente la storia d'amore di Arcanjo e Kirsi, eterea apparizione finlandese scesa da una nave un momeriggio di Carnevale, sulla quale risalirà solo sei mesi dopo brandendo in seno il frutto dell'amore e il profumo e i colori della terra del Candomblé; magica  e inquietante la storida della iaba, divinità demoniaca che viene per ridurre il casanova Pedro Arcanjo in schiavitù d'amore, per umiliarlo e deriderlo e che invece dallo stesso Arcanjo verrà sconfitta e si trasformerà tra esplosioni e fumi di zolfo, nella negra Doroteia, madre di Tadeu, figlio di Pedro. Tadeu non saprà mai di esser figlio di Pedro, ma verrà da Doroteia affitato al "padrino" il giorno in cui ella misteriosamente scomparirà.

Malinconica la storia del grande amore di Pedro per Tadeu, che alleverà e con ogni sorta di sacrificio da parte di tutta Bahia, porterà a studiare e a laurearsi in ingegneria. Grande orgoglio per un mulatto il diventare un illustre tecnico, sposerà però poi la figlia di un fazendero e si allontanerà da quel popolo che pur gli ha dato i mezzi per arrivare a tanto e da Pedro Arcanjo, suo mentore e insegnante. La tristezza della descrizione del loro ultimo incontro è poesia purissima.

Ma mille altre sono le storie narrate in questo libro con tale dovizia di particolari e una capacità quasi pittorica di rappresentare luoghi e personaggi. Un libro non facile, questo di Jorge Amado ma intenso e bellissimo. Le descrizioni sfuggenti che sembrano pennellate di acquarello, hanno la capacità al tempo stesso di evocare profumi e sapori che si mescolano con la musica ritmata degli abatuques, vita vera e anima di un popolo forte e combattivo. Il mare, quel mare che costeggia Bahia e il mondo oltre l'oceano, è soltanto appena accennato. Un libro per chi ha voglia di fermarsi a riflettere e non soltanto su un argomento. E' un libro sul razzismo, un razzismo subdolo e imperante ancora oggi. Un libro sull'identità culturale e religiosa, sulla lotta per l'affermazione del diritto alla libertà di espressione di tale identità. Un libro sull'amore, libero e intenso. Naturale come lo è Madre Natura. Quella natura imponente e rigogliosa e indipendente del Brasile.  

scritto da Ipanema
scritto da redazioneparnaso | 08:52 | commenti (1)

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