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venerdì, 22 luglio 2005


categoria:letteratura italiana, letteratura straniera
 

1)VENTO LARGO romanzo di Biamonti : parole usate come la calce per tirare su i muretti a secco, luce, vento e un uomo ritroso, che cerca..

2)Éric-Emmanuel Schmitt
La parte dell'altro

pp. 512 – ISBN 88-7641-644-7 – Euro 15,00 – Edizioni e/o – Trad. di Alberto Bracci Testasecca

ho visto il libro, l'ho comprato, e non sono riuscito a smettere di leggerlo.


3)Patrick Süskind, Il profumo, Longanesi & C., 1985, 259 p- tea

"Colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini". La storia, magnificamente raccontata da un bravissimo scrittore, di un profumiere del Settecento dal cuore di tenebra, che non esiterà a compiere i crimini più odiosi per, appunto, dominare il cuore degli uomini, grazie alla sua straordinaria capacità di percepire e distinguere tutti gli odori. Jean Baptiste Grenouille, nato nel 1738 nel luogo più puzzolente di Francia, da una madre subito morta nel darlo alla luce, è segnato fin dall'infanzia dalla ricerca del bello e dell'assoluto. Vittima della società, diventerà un vendicatore, perseguendo l'obiettivo con tenacia ed ambizione, ma senza un filo del sentimento che riesce a suscitare negli altri con le sue essenze. Un personaggio indimenticabile, artista e maledetto, che anticipa una Rivoluzione già nell'aria, criminale e prigioniero della sua stessa natura, ma anche salvatore, taumaturgo per folle osannanti. Un romanzo geniale e fuori dal comune, che chiunque ha naso leggerà di un fiato. 

 

L'ho regalato..

 4) 1980  Uomini, boschi e api, Einaudi Tascabili, 1998, pp.194

 I miei brevi racconti non parlano di primavere silenziose, di alberi rinsecchiti, di morte per cancro, ma di cose che ancora si possono godere purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza per osservare. (Mario Rigoni Stern)

Vorrei che tutti potessero ascoltare il canto delle coturnici al sorgere del sole, vedere i caprioli sui pascoli in primavera, i larici arrossati dall'autunno sui cigli delle rocce, il guizzare dei pesci tra le acque chiare dei torrenti e le api raccogliere il nettare dai cigliegi in fiore. In questi racconti scrivo di luoghi paesani, di ambienti naturali ancora vivibili, di quei meravigliosi insetti sociali che sono le api, ma anche di lavori antichi che lentamente e inesorabilmente stanno scomparendo. Almeno qui, nel mondo occidentale.
Nella prima parte leggerete ricordi di tempi assai tristi quando, da giovani ci trovammo coinvolti in quella che dalla storia viene definita "Seconda guerra mondiale". Leggendo piú avanti troverete anche storie di animali selvatici e di uomini che vivevano e qualcuno ancora vive in un ambiente sempre piú difficile da conservare. (Mario Rigoni Stern)


me l'hanno regalato

 



giovedì, 21 luglio 2005


categoria:letteratura italiana
 

"La provincia italiana del dopoguerra",
dice  Severini; "è quella in cui ho cominciato a guardarmi intorno, trovando tutto straordinario.
Volendo potrei farti un elenco dei motivi per non essere troppo allegri, ma, malgrado tutto, ero un bambino felice.
E ho molto amato quel mondo così più povero di quello di adesso; ma persino più quotidianamente creativo degli anni della "liberazione della creatività".
Forse tutte le infanzie sono incantate, magiche. Ma c'è davvero una differenza abissale tra un mondo scandito dal succedersi delle stagioni in un paese di collina, e il mondo in cui il tempo è misurato dal mutare dei consigli per gli acquisti, che forse sono persino la parte più guardabile della televisione, e si aspettano le svendite e le vacanze e il weekend tutti in fila…”


E’ questa l’atmo§fera che desideravo trovare nel libro… ed è quella che ho trovato scegliendolo per caso, tra tanti altri, nella sezione scrittori delle marche della biblioteca.
L’intento era appunto quello di leggere un libro con atmo§fere familiari, antiche o attuali non importava, basta che ci avrei trovato un sorta  di aggancio con le mie radici.

Premetto che solo poi, dopo aver letto questo libro di Gilberto Severini ho saputo che lui continua a rappresentare un caso strano nel mondo editoriale italiano: è elogiatissimo dai critici, adorato da molti colleghi scrittori e amato da un manipolo fedelissimo di lettori, ma in qualche modo è sempre lontano dal successo letterario.

Ho saputo anche  che si augurano in molti che  il grande pubblico si renda conto del suo grande talento di narratore :pare infatti che sia un interprete eccezionale della vita di provincia, dei suoi misteri e delle sue meschinità.
In questo, per ora unico, libro che ho letto, la sartoria, appunto, credo che ci sia molta della mia provincia, o meglio della provincia in genere,  del dopoguerra italiano, di quando lo stile di vita, e un po’ mi ricordo persino, era molto diverso da oggi.
 
Il libro comincia così:

Per più di un anno, tutti i giorni tranne la domenica, ho vissuto nella sartoria di mio zio. Sembrava la soluzione più ragionevole per occupare il tempo senza affaticarsi. Il dottore aveva detto che per un po' non dovevo fare niente. Non ero proprio malato. Ero un figlio della guerra, anemico e stanco.”
Parla un ragazzino alle soglie dell'adolescenza che, costretto a un lungo periodo di riposo prescrittogli dal medico, passa un anno circa della sua vita nella frequentatissima sartoria dello zio Guglielmo a "studiare l'umanità".
E mentre si interroga su quale sia la vera nobiltà: se quella di nascita e quella d'animo, assiste - quieto e guardingo - a prove d'abiti dietro una pesante tenda rossa che ha "il fascino di un sipario teatrale e il potere dei divieti". 
Da questo suo osservatorio privilegiato, seguirà inoltre le vicende del signor Aldino, un "vero nobile", ospite assiduo della sartoria che preferisce la compagnia dei ragazzi a quella dei notabili del luogo….
 
La trama qui si infittisce e non mi sembra giusto raccontarla…
 
Dico solo che il tutto ha il profumo seducente che hanno le tranquille abitudini di un mondo ormai scomparso… tra rancori e indulgenze… con una malcelata voglia di mettersi in mostra e confabulare dei fatti altrui, tra fuochi d'artificio che fanno pensare ai bombardamenti e  fiere con fachiri e pappagalli, processioni e feste patronali e onorevoli in transito, tra canti stonati e pranzi di matrimonio allegri e rurali… disegnando i contorni inconfondibili di una cauta ma irresistibile voglia di vivere, a un passo dall'immanente modernità.
 

Gilberto Severini, originario di Osimo nelle Marche, autore di racconti e romanzi tra cui Congedo ordinario (Pequod 1996) e Quando Chicco si spoglia sorride sempre (Rizzoli 1999), è maestro del racconto lungo o romanzo breve, che sembra essere il genere a lui più congeniale. Ha pubblicato tra l'altro: Consumazioni al tavolo, Sentiamoci qualche volta, Feste perdute, Fuoco magico, Un breve autunno, Congedo ordinario e la raccolta di versi Nelle aranciate amare e altri refrain. Il suo ultimo libro Quando Chicco si spoglia sorride sempre (Premio Arturo Loria) è uscito presso Rizzoli.

scritto da .....ella | 10:38 | commenti (3)

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categoria:letteratura straniera
 
La parte dell'altro

 


Il LIBRO
Diario autunno 2000-2001. Così sottotitola Schmitt questo libro che in apertura avverte il lettore: dopo la luce, l’ombra. Ancora una volta, armato di spregiudicata e acuminata intelligenza, caustica ironia e una sovversiva chiaroveggenza Schmitt getta luci inquietanti e rivelatrici su quello che può definirsi l’archetipo del Male dei tempi moderni.
Reinventare la storia è uno dei privilegi insindacabili dello scrittore, sia per farne lo sfondo di un romanzo che per esplorare l’idea stessa di destino. La scelta di Schmitt in La parte dell’altro è proprio quest’ultima, tentare di sciogliere l’enigma, la chiave della natura umana e del suo destino e farne lo strumento di meditazione sulla parte in ombra che abita ognuno di noi.
Quale sarebbe stato il corso della storia se l’8 ottobre del 1918 Adolf Hitler fosse stato ammesso all’Accademia di Belle Arti? Lungi dal ricostruire la storia del Terzo Reich, Schmitt duplica la figura del triste Cancelliere e gioca sull’artificio di due vite distinte che corrono in parallelo in trenta scene che gettano una luce straniante e violenta sul retroscena affettivo, sessuale e caratteriale di un eccezionale egolatra che cerca di incarnare l’eroe nietzchiano. Sull’altro binario scorre la opaca vita del pittore Adolf H. dotato di mediocre talento, disilluso dalla Grande Guerra, che trasferitosi a Parigi, frequenta gli artisti di avanguardia di Montparnasse, sposa un’ebrea americana e muore poi nel pacifico oblio di Santa Monica il giorno stesso in cui un astronauta tedesco mette piede sulla Luna…
In questa prodigiosa macchina scenica dal geniale ingranaggio costruito su un paradosso, Schmitt riesce ancora una volta a gettare nel lettore il seme del dubbio. Se fosse vissuto soltanto lo scialbo pittore Adolf H. e non il suo mostruoso doppio seminatore di odio e distruzione, che cosa saremmo noi oggi? E, soprattutto chi sarebbero, oggi, i nostri “altri”?

 

L’AUTORE
Eric-Emmanuel Schmitt è nato a St. Foy Les Layons nel 1960 e vive tra la Francia e l’Irlanda. Ha studiato musica e letteratura e si è laureato in filosofia presso la École Normale Supérieure nel 1983. Dopo aver ottenuto un dottorato nel 1987 è diventato “maître de conférences” all’Università di Chambéry. E’ autore di racconti, romanzi e di opere teatrali tradotte e rappresentate in tutto il mondo ed è considerato uno degli autori di maggior successo nel panorama della drammaturgia francese contemporanea. Presso le Edizioni E/O sono usciti “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano”, “Piccoli crimini coniugali”, e "Milarepa".
Ulteriori informazioni sull’autore: http://www.eric-emmanuel-schmitt.com

Éric-Emmanuel Schmitt
La parte dell'altro

pp. 512 – ISBN 88-7641-644-7 – Euro 15,00 – Edizioni e/o – Trad. di Alberto Bracci Testasecca - Scheda di G. Bentivoglio



mercoledì, 06 luglio 2005


categoria:letteratura per ragazzi
 
 


Si vabbe, un libro per bambini, ecchepalle..
* No, guarda, parla di un ragazzino difficle, una bambina, e un gufo
- ma dai, magari lo leggi tu che hai passato 20 anni con i bambini..ma io
beh, perdi qualcosa, è ben scritto, molto fluido e indirettamente parla del bambino che sopravvive in noi.
e puoi sempre regalarlo, ad un bambino o a un adulto.
Io ne cerchero' altri, di questa scrittrice. Toh, ti metto pure il link a una sua intervista

Link

il libro: Torey L. Hayden. La cosa veramente peggiore. Corbaccio. 2003. euro 9.50

Torey L. Hayden

Ha pubblicato in Italia, per le edizioni Corbaccio, un romanzo che è una sfida impegnativa: la storia di un ragazzino difficile, apparentemente ritardato, che lentamente ritrova il proprio equilibrio grazie a una "nonna" adottiva e due amici, una bambina più piccola e un gufo. Il titolo di questo romanzo è La cosa veramente peggiore, e sta a indicare un metodo di "sopravvivenza" psicologica instaurato dal bambino, una sorta di gioco che dà vita a una classifica delle cose veramente peggiori della vita: andare dal dentista, essere picchiato o non amato. Oggi nell'elenco di queste cose troveremmo sicuramente la guerra. Ma come affrontare con i propri figli questo tragico argomento? Quali possono essere le letture più adatte in un periodo angosciante anche per i bambini, che percepiscono il clima di tensione che li circonda? Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Torey L. Hayden e le abbiamo rivolto anche questa domanda, sperando che le sue parole aiutino i genitori in questo difficile momento.